Sport e fisioterapia nella Malattia di Gaucher

La Malattia di Gaucher è una patologia genetica caratterizzata dall'accumulo di glucocerebroside in vari tessuti e organi, ossa comprese. Il progressivo deposito di questa sostanza può indebolire l'apparato scheletrico, causando rigidità articolare, un aumentato rischio di fratture e difficoltà di movimento. Nella maggior parte dei pazienti si può inoltre osservare un difetto di rimodellamento, di solito a carico di femori e tibie, che dà origine a deformità scheletriche. Quando il danno osseo diventa cronico, la sintomatologia può peggiorare al punto da richiedere un intervento di sostituzione articolare.

Per gestire al meglio le complicanze ossee, è necessario un approccio integrato e multimodale. A tal proposito, è importante ricordare la relazione positiva tra la Malattia di Gaucher e la fisioterapia. Anche lo sport, se praticato con intelligenza, può essere un prezioso alleato per i pazienti.

Sport e Fisioterapia nella Malattia di Gaucher

La fisioterapia può alleviare i sintomi della Malattia di Gaucher?

La gestione dei sintomi della Malattia di Gaucher e la fisioterapia sono legate a doppio filo. Sebbene non esista un regime fisioterapico standard, molti pazienti, in particolare coloro che lamentano rigidità articolare e dolori muscolo-scheletrici, possono trarre grande beneficio dalle terapie riabilitative.

Oltre al miglioramento dei sintomi specifici della malattia, i pazienti possono ovviamente godere degli ulteriori benefici universalmente riconosciuti alla pratica fisica, ad esempio la prevenzione di patologie metaboliche e vascolari. Senza contare che il movimento influisce positivamente anche sull'umore.

L'intensità e la frequenza della fisioterapia nella Malattia di Gaucher sono variabili e definite da un medico qualificato. Durante la consultazione, il terapista esaminerà la storia clinica del paziente e il suo stato di salute, quindi pianificherà un piano di allenamento che sia adatto ai bisogni e alle capacità della persona. In genere, comunque, un programma di training che include attività fisica da lieve a moderata è sufficiente per il mantenimento della piena mobilità e flessibilità articolare.

Quali sport sono preferibili per chi è affetto da Malattia di Gaucher?

L'attività fisica nei pazienti affetti da Malattia di Gaucher dovrebbe sempre essere eseguita sotto la supervisione di un fisioterapista esperto. Sarà lui a valutare le mobilità articolari del singolo paziente e ad aiutarlo a progettare una routine di allenamento sicura. In linea di massima, comunque, Malattia di Gaucher e sport a basso impatto (ad esempio ciclismo, danza e passeggiate) sono generalmente conciliabili.

Anche il nuoto è considerato un buon esercizio, in particolare per i pazienti la cui capacità di movimento appare ridotta. Ha infatti il vantaggio di rafforzare i muscoli, esercitando una pressione minima sull'articolazione.

Una combinazione di attività aerobiche, allenamenti di resistenza ed esercizi che migliorano l'equilibrio possono contribuire ad accrescere la forza muscolare, a prevenire l'aumento di peso e a ridurre il rischio di cadute. Gli esercizi per le gambe possono essere utili per sciogliere le rigidità articolari e migliorare la mobilità. Anche le sessioni di stretching sono generalmente consigliate, in quanto adatte ad alleviare i crampi e a ripristinare la flessibilità dei muscoli.

Quali sport evitare?

Malattia di Gaucher e sport non sono incompatibili. Prima di intraprendere l'attività fisica, va tuttavia discussa la disciplina sportiva con il proprio fisioterapista o con il medico curante, affinché ne valuti l'idoneità nello specifico caso.

Chi è stato sottoposto a un intervento di protesi all'anca o al ginocchio, ad esempio, dovrebbe prestare particolare attenzione all'usura degli inserti e alla mobilizzazione dei materiali, quindi evitare gli sport ad alto impatto, come il jogging o lo sci.

Per i pazienti che invece soffrono di splenomegalia, sono gravemente anemici o hanno importanti disturbi legati alla coagulazione e alla fragilità ossea, sono sconsigliate tutte le attività fisiche che potrebbero provocare traumi da contatto, come il calcio o il basket.

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